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VIBRAZIONI SOTTOCUTANEE

Dopo il primo demo, la voglia di crescere musicalmente era tanta. I primi amori, le prime delusioni della vita, la necessità di trovare il proprio posto in un mondo che non senti tuo. Fidandosi solo del proprio istinto e delle proprie “vibrazioni sottocutanee”.

Il brano si trova in “L’Ultimo Passo” del 2003 uscito con lo pseudonimo Plasma.
Scaricalo gratuitamente a questo link: FREE DOWNLOAD NOW

VIBRAZIONI SOTTOCUTANEE*
(Alessandro Bratta, 2003 © )

Sai qual’è la cosa che più mi preme vedere?
E’ vedere persone cadere sentire le rime colpire e affondare come lame nelle vene
per donare momentanee lamentele

Vibrazioni sottocutanee dentro me
vibrazioni sottocutanee sento che
non posso più sopportare
restare fermo immobile a contare le ore
Vibrazioni sottocutanee dentro me
vibrazioni sottocutanee ma penso che
non c’è più niente da fare
ho perso la ragione non la so più trovare

Ci sono casi in cui non osi e casi in cui ci provi
casi in cui sei quasi fuori altri in cui con gli altri sei a disagio
prosegui adagio segui ed esegui in silenzio ciò che ti è stato assegnato
rassegnato a diventare un automa
ma un allarme suona è la tua persona che
ormai stufa di restare brava e buona vuole evadere
reclusa nella mia mente carcere
esclusa perché la gente non smette di spargere chiacchiere su chi non rispetta i canoni
muoviti tra questi giudici che non si fanno scrupoli
ma la tua identità resterà tra piccoli uomini e un mondo piccolo
voglio un attimo soltanto un attimo per sentirmi libero
comunque dovunque sottopressione giunto al dunque sottoposto ad una nuova pressione
qualunque situazione da apprensione
minuti e secondi vissuti ad alta tensione
ti chiedi perché scrivo?
Sicuro non aspiro a fare il divo tra le ragazzine
a fare foto a petto nudo col sorriso sulle copertine
ma le bambine fanatiche non impazziscono sai per il valore delle liriche
si infiammano per un cerotto in faccia ed un bicipite
ed io vorrei che le mie metriche scuotessero le natiche
per quello che valgono e non per quello che appaiono
mi sento spesso in bilico di certo non ridicolo
non chiedo molto soltanto voce in capitolo, perché dirmi di no?
Mi chiedo qual’è il posto in cui c’è un po’ di spazio per me
e se davvero c’è qualcosa dov’è sottopelle sento che lo troverò da me.

Vibrazioni sottocutanee dentro me
vibrazioni sottocutanee sento che
non posso più sopportare
restare fermo immobile a contare le ore
Vibrazioni sottocutanee dentro me
vibrazioni sottocutanee ma penso che
non c’è più niente da fare
ho perso la ragione non la so più trovare

Ormai al limite massimo necessito di calma
il prossimo avversario alle calcagna
l’ennesimo scenario di battaglia sfuma sullo sfondo
io colmo di tedia combatto l’invidia non calmo l’insidia
troppe volte ho fatto i conti con la sfiga si sa
inutile scomporsi per far del bene agli altri
parli e parli ma non sembrano ascoltarti
non so se odiarti o se accettarti ma ciò che so è che ho rimpianti
per come le cose si sono concluse infatti
tardi per spiegarmi
tardi per parlarti
tardi per soffrire ad aspettarti
passavo serate a fumare e a pensare ai frammenti
di tutti quei discorsi mai conclusi e mai risolti
e mai saprai quante notti
in cui pensai ai miei torti
ma vedrai che tornerai sui tuoi passi
quando ormai sarai nei miei file rimossi
ferma sopra al ghiaccio che dimostri sul quale marci
tanto è uguale per me se vuoi starci (cazzi tuoi)
perché se vivi nella merda prima o poi ne sentirai l’odore
sorrido della merda che farai se sentirai il mio nome
veleno comune ne resto immune
aspetto il tuo cadavere seduto sulla riva del mio fiume

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